Il saturimetro è un dispositivo medico che deve essere sempre tenuto in casa, quantomeno viene consigliato dai medici. Soprattutto negli ultimi anni, che con la vita quotidiana diventa sempre più necessario tenere sotto controllo i nostri valori. Ma che cosa possiamo tenere sotto controllo con il saturimetro? Be’, sicuramente come suggerisce il nome, è possibile controllare i livelli di saturazione dell’ossigeno nel sangue. Ci sono dei modelli che possono anche verificare la frequenza cardiaca, dunque i battiti al minuto e anche monitorare il nostro sonno.
Per cosa viene consigliato il saturimetro?
Abbiamo accennato in breve per cosa è consigliato il saturimetro, sappiamo che serve per monitorare l’ossigenazione nel sangue. Dunque per controllare il nostro apparato respiratorio. Ma perché facciamo questo controllo? Be’, è molto semplice. Dobbiamo tenere sotto controllo l’ossigenazione, perché se dovessero esserci dei problemi, dunque dei valori sotto alla media, allora significa che siamo in presenza di alcune patologie. Vedremo in questo articolo quali sono le patologie che possono essere scoperte o tenute sotto controllo con il saturimetro.
Valori di riferimento del saturimetro
I valori normali di ossigenazione, che vengono riportati con la dicitura SpO2, sono a partire dal 95% a salire fino al 100%. Non preoccupano, però, i valori che arrivano fino al 94%. Questo soprattutto nel caso di pazienti che presentano già delle patologie certificate medicamente. Ma, tenete bene presente, che se l’ossigenazione dovesse scendere al di sotto del 90%, allora potrebbero esserci dei problemi di ossigenazione, peggio ancora se dovessero avere sintomi come la febbre, mancanza di respiro e tosse. Ma, oltre ai valori di ossigenazione, come abbiamo già accennato, è opportuno misurare anche la frequenza dei battiti del cuore, basta che non confondiate i due dati.
Come usare il saturimetro?
Per fare un uso corretto del saturimetro, dovremo innanzitutto, accertarci che le nostre dita siano calde, quindi, nel caso di dita fredde la misurazione non potrà avvenire, perché non ci sarà sufficiente circolazione di sangue. Ci sono delle probabilità, come nel caso di chi ha una cattiva circolazione, che si mostrino dei valori più bassi rispetto alla media.
Quali sono dei problemi nella misurazione?
Può capitare che ci siano delle condizioni in cui la nostra misurazione sarà ostacolata. Come per esempio nel caso di unghie troppo lunghe. In tal caso dovremmo tagliarle, altrimenti il nostro polpastrello non sarà nel raggio d’azione della luce a infrarossi che occorre per misurare la saturazione di ossigeno nel sangue. Anche lo smalto è indice di scorretta misurazione, dato che causano valori più bassi. Inoltre, le unghie in gel, che si incollano su quelle normali, possono generare dei falsi risultati.
Come utilizzarlo correttamente sul dito?
Questo è molto semplice, basta che si appoggia il dito nell’apposita fessura del saturimetro e premere le due estremità. Dopodiché basterà attivare il dispositivo attraverso il proprio tasto di avvio. Ricordatevi anche di lavarvi le mani, evitare flussi lenti del sangue, quindi sempre con acqua calda.
Vantaggi e svantaggi
Possiamo annotare che tra i vantaggi nell’uso di un saturimetro si ha la sua semplicità di utilizzo, perché si può usare comodamente a casa e non per forza in ambito ospedaliero. La sua rapidità di misurazione ci mostra subito i valori sul display presente. Inoltre, è assolutamente poco invasivo, dunque per misurare non deve penetrare nella cute. Ma, di contro, abbiamo il fatto che tale strumento necessita di condizioni ideali di misurazione. Dunque, si deve evitare uno stato di agitazione e di movimento del soggetto, come anche una vasocostrizione, che di solito si va a verificare quando il flusso sanguigno non va a fluire nel modo corretto e diventa difficile la lettura dei valori. Anche essere intossicati da gas il lettore non potrà individuare i corretti valori.
Quindi, per cosa è consigliato?
Come abbiamo detto il suo impiego è decisamente importante nel caso in cui sia necessario valutare tutte le funzionalità generali respiratorie, soprattutto in caso di visite specialistiche e principalmente nei soggetti fumatori. Anche importante usarlo nel caso di un monitoraggio del grado di ipossiemia nei pazienti in ospedale, ma non solo, anche per monitorare i pazienti a domicilio, soprattutto quelli che sono affetti da malattie delle vie aeree, come l’asma bronchiale, la polmonite o altre infezioni polmonari.
Cos’è l’ipossiemia?
L’ipossiemia sta a indicare una ridotta quantità dell’ossigeno presente nel sangue, spesso viene associata all’ipossia, dunque a una ridotta quantità di ossigeno che è disponibile nei tessuti. DI solito, tale patologia insorge a causa dell’alterazione degli scambi gassosi, che avvengono a livello di alveoli polmonari. La causa che altera questi scambi gassosi possono essere degli edemi polmonari, enfisemi polmonari e simili. Uno dei sintomi classici è la dispnea, cioè la difficoltà nel respirare. Infatti, il paziente che è affetto da tale patologia deve essere curato tramite somministrazione di ossigeno, nei casi estremi e dunque gravi, con una ventilazione assistita. In sostanza, si ha una quantità di ossigeno più bassa rispetto a quella normale.